venerdì 22 novembre 2019

La libertà interiore nella politica attiva. Per il popolarismo. Cultura moderna delle libertà

di Roberto Paolucci


Rilanciare la presenza dei cattolici sulla scena politica italiana, come Partito di Valori Umani, è oggi un compito improrogabile. Il popolarismo di Sturzo, agli inizi dello scorso secolo, la Democrazia Cristiana di De Gasperi e la riflessione di Aldo Moro su “la libertà interiore in politica” sono i fondamenti di questo progetto. I princìpi della Costituzione e l’insegnamento sociale della Chiesa possono essere gli strumenti per interpretare il cambiamento epocale nell’economia, nella politica e nell’organizzazione dello Stato. I capisaldi di questo programma si fondano sul rilancio dei corpi intermedi della società e sulla ripresa dell’attenzione al pensiero di grandi uomini come Sturzo, De Gasperi, Moro e La Pira. Fondamentale è anche la rinascita del progetto europeo. Dalla ricostruzione storica – dalle origini dei Comuni italiani fino alla concezione di Sturzo sulle autonomie – e dalla consapevolezza dei tratti antisociali e antisolidali dell’attuale organizzazione economica nasce il ripensamento sul ruolo dei territori. Un ruolo che tenga conto delle loro peculiarità geografiche, storiche, economiche e produttive. Il rilancio della partecipazione democratica per mezzo delle associazioni e dei gruppi intermedi, in armonia con gli articoli 2 e 5 della Costituzione, promuoverà il bene comune e il miglioramento delle condizioni sociali ed economiche di “quella povera gente” – parole di La Pira – verso una vita di dignità e di libertà che adesso è negata.

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