martedì 26 maggio 2020

Eroi!

di Leonardo Gaddini

Da più di un anno ormai vanno avanti le proteste a Hong Kong, ciò che le scatenò fu la proposta di legge fatta dal Capo Esecutivo, Carrie Lam, che prevedeva l'estradizione di latitanti verso Paesi dove non vi sono accordi di estradizione, tale legislazione avrebbe violato la linea di demarcazione tra i sistemi legali-giuridici, noti anche come "un Paese in due sistemi", tra Hong Kong e la Cina, sottoponendo i residenti di Hong Kong e quelli che passavano per la città (anche sempici visitatori) alla giurisdizione de facto dei tribunali controllati dal Partito Comunista Cinese. Dopo la notizia Demosistō, un movimento pro-Democrazia, organizzò un sit-in di protesta a cui aderirono molte più persone del previsto. Questo avvenimento poi fece iniziare le proteste vere e proprie con centinaia di miliaia di persone che scesero in strada contro il decreto liberticida.

Il 12 giugno, il giorno in cui il Governo aveva tentato di presentare il disegno di legge per la sua approvazione, le proteste fuori dal quartier generale si sono trasformate in violenti scontri. L'opposizione ha denunciato la violenza della polizia, pubblicando anche dei video che dimostravano i modi brutali usati per ristabilire l'ordine (tra cui spray al peperoncino spruzzato sul volto dei manifestanti e soprattutto pallottole di gomma sparate da poca distanza, cosa che può essere letale), ciò ha attirato l'attensione della stampa e dell'opinione pubblica mondiale. La successiva marcia di protesta ha visto la partecipazione di quasi 2 milioni di persone tra cui centinaia di giovani manifestanti che, mentre la città festeggiava il 22º anniversario della indipendenza britannica, separatamente, hanno preso d'assalto il Consiglio Legislativo (il Parlamento di Hong Kong) e hanno rimosso i simboli associati alla Cina. Il 9 luglio, il Capo Esecutivo Lam ha dichiarato "morto" il disegno di legge sull'estradizione, usando un'ambigua frase cantonese che può essere tradotta come "morire di una morte pacifica". Lam non ha assicurato, tuttavia, che il disegno di legge sarebbe stato completamente ritirato o che qualsiasi altra richiesta dei manifestanti sarebbe stata presa in considerazione.

Questo non ha fermato i manifestanti che, più numerosi di prima, hanno continuato a scendere in piazza, sfidando la brutalità della polizia e le minacce (neanche tanto velate) del Governo cinese. Adesso però la motivazione non è più una semplice legge, ma la difesa dello Stato di Diritto e dei diritti umani, un processo per gli agenti della polizia responsabili dell'uccisione di diversi manifestanti (per il Governo sono "solo" 2, ma molti casi sono stati etichettati come "suicidi" in cella), le dimissioni di Lam e maggiore autonomia da Pechino (alcuni sperano anche nell'indipendenza). Queste proteste sono considerate come una novità rispetto a quelle degli anni passati perchè i manifestanti sono in maggioranza giovani, non appartenenti ad alcun partito pro-Democrazia. Le cose sono iniziate a peggiorare quando alcuni gruppi organizzati di civili pro-Pechino hanno iniziato ad attaccare fisicamente i manifestanti per strada, questo a portato i pro-Democrazia ad aumentare gli sforzi occupando le università, ma così hanno attirato ancor più su di loro la furia della polizia. In inverno si sono tenute le elezioni per il Consiglio Distrettuale (un organo che si occupa dell' amministrazione della città) che hanno visto la schiacciante vittoria del fronte pro-Democrazia. Le proteste sono poi continuate e vanno avanti ancora oggi nonostante il Coronavirus.

Diversi Governi in tutto il mondo hanno appoggiato i manifestanti e addirittura il Parlamento degli USA ha istituito una commissione d'inchiesta per vigilare sul rispetto dei diritti umani. Questo molto probabilmente ha frenato Xi Jiping (Presidente cinese) dall'usare metodi drastici (usati a suo tempo per il Tibet) contro i manifestanti, ma per quanto tempo ancora si  tratterrà? In questo disordine mondiale il nostro Paese ha preferito non prendere posizione, probabilmente per gli affari che ruotano intorno al 5G e a quello che è stato definito come la "nuova via della seta". Personalmente reputo questo comportamento come scandaloso e meschino, chi rischia la vita per protestare pacificamente per la Democrazia e la Libertà contro una dittatura disumana come quella di Xi (che allestisce campi di concentramento per i mussulmani-cinesi) deve, non solo essere aiutato con ogni mezzo possibile, ma anche chiamato con l'appellativo che merita, ovvero: EROE! Questo sono per me Joshua Wong (portavoce de facto dei manifestanti, che qualche tempo fa ha cercato di far capire all'Italia i pericoli che porterebbe un'alleanza con la Cina) e tutti i ragazzi di Hong Kong.

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