giovedì 14 maggio 2020

#DonnealCentro Vittime di violenza: Maria Isoardo, una martire del XX secolo


di Valeria Frezza

Maria Isoardo nasce a Centallo il 12 giugno 1917, insegnante elementare in scuole fuori dal mondo, dove si fa conoscere come maestra molto buona e alla mano.
Nel periodo della 2^ guerra mondiale che fa seguito alle tragiche giornate dell' 8 settembre 1943, Maria è assegnata alle scuole di Pietraporzio. Riconosce il pericolo che può correre ma non viene meno al suo dovere. Il 16 aprile 1944, appena quattro giorni prima della morte, cerca di rassicurare la mamma.
Maria cerca di "fare tutto ciò che piace a Gesù", anche in mezzo a condizioni molto difficili; una vita dedicata agli altri; una vita improntata al bene altrui. Una giovane donna dalle idee chiare e dal credo robusto.
Il 20 aprile 1944 è una giornata tragica per il paese di Pietraporzio: scorribande di soldati, mitragliatrici tedesche puntate un po' ovunque, case perquisite, la fuga per i boschi dei pochi giovani e dei pochi soldati italiani rimasti, l'incendio di quattro case come rappresaglia per il ritrovamento di alcune armi.Anche la scuola viene perquisita, tre  sono puntate contro di essa, ma le maestre svolgono regolarmente, come ogni giorno, le loro lezioni. Per la pausa-pranzo, accompagnano ad uno ad uno i piccoli alunni alle loro case per evitare loro qualsiasi pericolo. Dopo averli messi al sicuro, si fermano nei pressi delle case alle quali i tedeschi hanno appiccato il fuoco, per dare una mano nell'opera di spegnimento. Sono questi gli ultimi gesti di carità di Maria: assicurarsi dell'incolumità dei suoi alunni e prestarsi generosamente per alleviare le sofferenze e i disagi di chi si era visto incendiare la propria abitazione.
Al rientro nella scuola le due maestre vengono seguite da un militare tedesco. La  collega riesce a fuggire con l'aiuto di Maria ma lei, da sola, deve affrontare la furia dell'uomo ubriaco.

Quando i suoi concittadini riescono a penetrare nella scuola, per Maria non c'è più nulla da fare.
I testimoni raccontano il dramma:  da un lato la violenza feroce del militare, dall'altra la ferma resistenza di quella donna di 27 anni,  soprattutto sulla virtù e sul peccato, sulla fede e sui doveri del cristiano, che dovevano essere rispettati anche a costo della vita.
In modo "eroico",  aveva mantenuto fede a quei principi nei quali credeva e per i quali era vissuta. Una vita lunga appena 27 anni, giocati tutti per Dio, per poter giungere preparata all'ultima decisiva scelta: "Maria non rubò a Dio la palma gloriosa del martirio, ma la conquistò con lo sforzo continuo e con il sacrificio quotidiano delle piccole rinunce".
Anche Centallo, paese natale di Maria Isoardo commemora questa giovane donna, vittima di femminicidio, maestra coraggio uccisa nel 1944 da un soldato tedesco.
A giusto titolo è stata definita “martire della dignità della donna” perché quel giorno di aprile, con tutta se stessa, lottò per non soccombere al soldato dall’inaudita violenza difendendo i suoi ideali di fede e giustizia.
Maria Isoardo è morta con dignità, aprendo la strada a quel nuovo risorgimento che nell’emancipazione femminile troverà terreno fertile.
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Fonte: sito reginamundi; sito il posto delle parole


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