sabato 18 aprile 2020

Cosa sta succedendo in Slovenia

di Leonardo Gaddini

A inizio aprile il Državni Zbor (Assemblea Nazionale slovena) ha approvato delle norme che garantiscono poteri speciali al governo del premier Janez Janša per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Una delle novità introdotte prevede che ora tutte le leggi emergenziali relative ai settori della difesa e della sicurezza nazionale, o alla reazione a calamità naturali, avranno effetto immediato, aggirando de facto il controllo delle opposizioni parlamentari e non solo visto, che il parlamento ha anche vietato alle persone che si vogliono opporre a ciò, di ritardare la legislazione sulla crisi generata dal Coronavirus, tramite referendum. Intanto il Governo ha aumentato le spese militari (ma non quelle per i servizi sanitari), ciò suggerisce una militarizzazione del Paese come risposta alla crisi.

In poco più di un mese dalla sua nomina a Primo Ministro, il nuovo Premier ha sostituito i dirigenti pubblici che occupavano cariche di primo piano con suoi fedelissimi, ottenendo rapidamente la gestione di alcuni apparati statali, come quello della sicurezza. Ha inoltre alzato gli stipendi di Ministri e Segretari di Stato, motivando il provvedimento come necessario a "premiare i maggiori sforzi" a cui i funzionari sono ora sottoposti in questo fase di crisi. Secondo numerosi osservatori, simili manovre servono a fare tabula rasa degli elementi ostili a Janša presenti nell’amministrazione e ricompensare la fedeltà dei suoi uomini. Tutto ciò sarebbe il preludio alla ”orbanizzazione” del Paese. Come il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán, infatti, Janša ha approfittato della pandemia per "sospendere" la Democrazia nel proprio Paese. 

Il Premier sloveno condivide, infatti, molte posizioni con il suo collega ungherese. Entrambi hanno costruito dei muri sul confine per respingere i migranti, hanno sospeso Schengen e si oppongono strenuamente da anni perchè nessun piano di ripartizione dei rifugiati venga approvato dal Consiglio Europeo. Entrambi fanno spesso uso di una retorica contro le minoranze e anti-UE, anche se, in realtà, l'economia dei loro Paesi si basa soprattutto sui fondi europei per lo sviluppo.

Il rapporto tra i due è così stretto che Orbán, non solo partecipa ai congressi nazionali del SDS (Partito Democratico Sloveno) il partito del Premier sloveno, ma ha anche fatto comprare i mass media più importanti della Slovenia da alcuni oligarchi a lui vicini (non vi sorprendete, questa prassi è diventata abituale in Ungheria negli ultimi anni) e da allora questi giornali sostengono fedelmente il Premier sloveno e il suo SDS, di questo ne avevo già parlato in precedenza (https://forumalcentroblog.blogspot.com/2020/02/le-manovre-di-orban-contro-lue.html). Molti giornalisti sloveni hanno denunciato l'accaduto con una lettera al Consiglio Europeo, ma l'appello è caduto nel vuoto.

In fine, entrambi per avere le spalle ben coperte hanno deciso di far parte del Partito Popolare Europeo. Janša ha anche detto che la SDS abbandonerà il PPE se Fidesz venisse cacciato... a mio modesto avviso il Premier sloveno ci ha dato un altro buon motivo per farlo.

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