martedì 22 settembre 2020

Il tempo del fare (centro)

 di Armando Dicone


Dopo la vittoria del sì, al taglio dei seggi parlamentari e quindi della rappresentanza, dobbiamo impegnarci sempre più nel difendere quel che resta della nostra democrazia parlamentare. 
Sono preoccupato? Molto.
In tutta la campagna referendaria abbiamo sempre detto, che eravamo preoccupati dalla selezione dei parlamentari dopo il taglio, le segreterie dei partiti sceglieranno i più fedeli a scapito di chi è più meritevole, pochi eletti amici del capo, con collegi troppo grandi, finiranno per obbedire al capo partito che li candida con liste bloccate.
Assisteremo sempre più a due blocchi contrapposti, populisti contro sovranisti, due leader che si scontreranno per un like in più, due capi che grideranno fino a perdere la voce.
Questa prospettiva mi terrorizza e spero che chi legge abbia le mie stesse preoccupazioni.

Ora che il taglio è realtà, purtroppo, non possiamo che chiedere due correttivi, per difendere ciò che resta. Due battaglie da fare tutti insieme, per dare un senso al nostro NO al referendum:

-legge elettorale proporzionale con voto di preferenza;
-legge su democrazia interna partiti, come previsto dall'articolo 49 della costituzione.

Dobbiamo coinvolgere cittadini, parlamentari, associazioni, movimenti e partiti che non si sono piegati al populismo e che mai lo faranno. Da questa battaglia condivisa può nascere la fase pre-politica indispensabile, per una grande federazione di centro nel 2023. Forza e coraggio.

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