lunedì 27 gennaio 2020

Sul bipolarismo

di Valeria Frezza

Si definisce bipolare un sistema politico che vede la contrapposizione di due blocchi distinti; a livello nazionale essi sono rappresentati, di solito, da due coalizioni o raggruppamenti di partiti e/o movimenti, che si contendono la conquista del potere.
Per bipolarismo si intende un sistema elettorale dove il panorama politico è dominato da solo due schieramenti principali, in genere a causa di un sistema elettorale spiccatamente maggioritario, basato sull'alternanza. Un sistema bipolarista non esclude l'esistenza di altre formazioni, ma la loro presenza in Parlamento e nella vita politica del paese è fortemente minoritaria. Nel bipolarismo sono presenti numerosi partiti ma contraddistinti da una forte polarizzazione, tale per cui i partiti competono divisi in due grandi coalizioni (destra-sinistra) radicalmente opposte, con partiti di dimensioni e forza politica tali da egemonizzare la guida politica entro ciascuno dei due poli.
Due sono i casi principali di bipolarismo nelle attuali nazioni democratiche esistenti al mondo:
  • gli Stati Uniti d'America, dove Democratici e Repubblicani si contendono alternativamente i seggi al Congresso e la presidenza. 
  • La Gran Bretagna, il primo paese moderno in cui si può parlare di democrazia dell'alternanza tra Progressisti e Conservatori.
È giusto adottare il bipolarismo in Italia? Nelle recenti elezioni abbiamo constatato un diverbio notevolissimo tra i due schieramenti egemoni. I cattolici e i moderati sono tra due fuochi.
Si può andare avanti con il sistema adottato fino ad oggi, senza dare nemmeno  la possibilità ai cittadini di esprimere la preferenza, in un panorama dominato dal leaderismo?
Dai tempi della Costituente della Democrazia Cristiana, l'Italia ha sempre avuto il principio proporzionale, che ha pure garantito la stabilità dei governi.
Nei primi anni Novanta, con la crisi dell’intero sistema politico italiano, la legge elettorale proporzionale è stata abbandonata in favore del maggioritario, sia pure con delle correzioni proporzionalistiche, facendo prevedere la logica di coalizione.
Nella mancanza di valori ed ideali, mentre il mondo postmoderno si ritrova vecchio, e in evidente spirito autodistruttivo, ha ancora senso la frase del Santo Giovanni Paolo II: "Andiamo avanti con speranza"?

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