venerdì 25 marzo 2022

Per la LIBERAZIONE dai populisti e sovranisti: la "federazione" tra riformisti, liberali e popolari.

 di Armando Dicone

 

Le elezioni del 2018 ci hanno consegnato un parlamento bi-populista, una classe dirigente che urla, sgomita e fa a gara a chi la "spara più grossa". La demagogia con la quale si "raggirano" i "clienti-elettori" è sotto gli occhi di tutti, almeno di chi ancora vuol vedere.

 

Dal 2018 ad oggi, molti cittadini volenterosi hanno chiesto a gran voce una nuova offerta politica in grado di superare il populismo di destra e sinistra, ma dopo le scene viste per l'elezione del presidente della Repubblica, la richiesta dal basso sembra trovare maggiore ascolto. Tale richiesta però necessita di una base organizzata e radicata. Sui social, ma anche parlando con colleghi, amici e parenti, la spinta per una nuova offerta politica è sempre più forte. In molti si chiedono cosa sarebbe accaduto se a gestire la crisi in Ucraina ci fosse stato il governo giallo-verde, solo a pensarlo mi vengono i brividi.

 

Una vera e concreta offerta "centrale" non è ancora presente nello scenario politico, nonostante ciò, molti sondaggisti stimano il potenziale bacino elettorale al 15%. A questo potenziale bacino, vanno sommati tutti gli astensionisti che si auto-dichiarano di "centro" e che se convinti della bontà del nuovo progetto politico potrebbero diventare voti, tanti voti.

 

La bontà della proposta dipenderà dalla chiarezza dei valori di riferimento, dalla classe dirigente, dalla forza delle idee e dalla proposta programmatica che dovrà essere credibile e realizzabile. 

Di certo il "centro" che sogno, per cui nel mio piccolo mi impegno quotidianamente, non è quello che descrivono alcuni opinionisti e giornalisti: grande centro, centrino, centricchio, la nuova DC, il ritorno della balena bianca, la grande ammucchiata, ago della bilancia. Si sono divertiti molto a definire il nuovo progetto come già vecchio, pensando a qualcosa che ricorda il trasformismo, i giochi di palazzo, i tatticismi e l'autoconservazione.

 

Il nuovo progetto politico centrale, che ribadisco è indipendente e autonomo dai populisti e dai sovranisti, non è uno spazio da occupare, ma un'idea innovativa. È l'incontro pragmatico tra culture politiche solide: riformismo, liberalismo e popolarismo. 

Queste culture politiche hanno già contribuito a rendere grande il nostro Paese e quando ci sono riusciti, governavano insieme. La storia repubblicana dimostra che le tre culture del centrismo italiano, se divise nei "cespugli" delle finte coalizioni di destra e sinistra sono irrilevanti, se unite tra loro sono capaci di ricostruire l'Italia.

 

Questo nuovo processo, lungo e faticoso, ha bisogno non di un federatore capace di riunire le varie sigle, ma di una forza culturale e politica che venga dal basso. Una spinta positiva e senza interessi personali, mossa da riferimenti ideali come l'europeismo, la valorizzazione e l'attuazione dei principi della Costituzione, il rispetto per ogni persona umana e la tutela dell'ambiente, l'integrazione tra gli insegnamenti della dottrina sociale cristiana e l'economia sociale di mercato. Quattro riferimenti su cui costruire un nuovo "centrismo" per un programma di governo. Questo è il "centro" che sogno, non quello descritto nel gossip.

 

Dopo trent'anni di bipolarismo forzato non sarà un progetto immediatamente realizzabile, ma è possibile immaginare un percorso.

Il primo passo potrà essere la formazione di una federazione di centro alle prossime elezioni politiche. Una federazione che abbia pochi punti programmatici chiari e realizzabili, scaturiti dai riferimenti ideali sopracitati. Una struttura organizzativa unitaria e coesa, capace di eleggere il leader (non il capo) dal basso. Ogni partito, movimento, associazione aderente potrà mantenere così la propria identità e organizzazione. Non un partito unico, sarebbe un miscuglio troppo frettoloso, ma un'organizzazione tra diversi partiti che condividono le scelte politiche in una federazione. Tra le regole democratiche della federazione, dovrà essere chiara che sui temi eticamente sensibili prevarrà la coscienza di ognuno, altrimenti sappiamo tutti come finirebbe, l'unità forzata su tutto non reggerebbe.

Altra regola fondamentale, da chiarire subito, è il posizionamento tra i banchi del parlamento europeo. Inutile cercare una posizione unitaria in presenza di due gruppi di riferimento come Renew Europe e PPE. Ogni componente aderirà al gruppo europeo che ritiene più vicino alla propria identità. Meglio chiarire subito ciò che è stato fonte di divisioni nelle precedenti esperienze, meglio un processo a tappe che una lista elettorale che si frantuma il giorno dopo il voto cercando invano una unità su tutto.

 

Presentarsi alle politiche divisi significherebbe o non raggiungere la soglia di sbarramento scritta o non scritta, oppure fare la "lista cespuglio" a destra o sinistra.

 

Il digitale sarà fondamentale per la partecipazione attiva, dei cittadini sostenitori, alle scelte della futura federazione, ma servirà un approccio dei leaders aperto e disponibile.

 

Il centro sarà un'idea nuova, con processi innovativi, con un pensiero politico solido e con la partecipazione attiva dei cittadini.

 

Abbiamo un anno per farlo, per favore non sprechiamolo.

 

Grazie per l'attenzione.

 

lunedì 14 marzo 2022

Webinar di ForumalCentro "Unione Europea - le sfide del futuro"


Giovedì 17 marzo, alle ore 18,30, si terrà il webinar organizzato da "Forum al Centro", dal titolo "Unione Europea: le sfide del futuro".

 

Ne discuteremo insieme a Beatrice Covassi, attualmente è ministro consigliere per l'economia digitale presso la delegazione dell'UE nel Regno Unito. A Londra, è responsabile della transizione digitale, della politica sui dati e sui media.

Nel 2016 è stata nominata Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, carica che ha ricoperto fino al 2019.

 

Dopo la sua relazione iniziale, ci sarà spazio per interventi e domande.

 

L'incontro è libero e gratuito, basterà inviare una email a forumalcentro@gmail.com per ricevere il link al webinar.


 

mercoledì 9 febbraio 2022

Webinar di #ForumalCentro - "La Pira - visioni di un costruttore di ponti"

Martedì 15 febbraio, alle ore 18,30, su Zoom, si terrà il webinar organizzato da "Forum al Centro", dal titolo "La Pira - visioni di un costruttore di pace".

 

Ne discuteremo insieme a padre Angelo Romano, membro della comunità di Sant'Egidio, ufficio relazioni internazionali.

 

Dopo la relazione iniziale di Romano ci sarà spazio per interventi e domande.

 

L'incontro è libero e gratuito, basterà inviare una email a forumalcentro@gmail.com per ricevere il link al webinar.

 

"il nostro disegno architettonico, deve essere questo: dare ai popoli la pace, costruire case, fecondare i campi, aprire officine, scuole e ospedali, far fiorire le arti e giardini, ricostruire ovunque le chiese e le cattedrali. Perché la pace deve essere costruita a più piani, a ogni livello della realtà umana economico sociale, politico, culturale, religioso. Soltanto così il nostro ponte di pace tra Oriente e Occidente diventerà incrollabile".

 

Discorso al Cremlino, Giorgio La Pira, 1959.

lunedì 7 febbraio 2022

La Conferenza sul Futuro dell'Unione

Di Leonardo Gaddini. 

Le istituzioni di Bruxelles hanno deciso di lasciare più spazio di manovra ai cittadini dei 27 Stati membri, finora interpellati sul loro avvenire comune solo in occasione delle elezioni del Parlamento Europeo. L’esigenza di un confronto diretto con i popoli dell’UE spiega la nascita della Conferenza sul Futuro dell’Europa, un esperimento di cui si vedranno i frutti il 9 maggio del 2022, quando chi ha preso parte all’iniziativa dovrà giungere a conclusioni e fornire orientamenti sul futuro dell’Europa. 

La Conferenza è posta sotto l'egida delle 3 istituzioni, rappresentate da Roberta Metsola la Presidente del Parlamento Europeo, da Charles Michel il presidente del Consiglio e da Ursula von der Leyen la presidente della Commissione Europea, che svolgono le funzioni di Presidenza Congiunta che è poi affiancata da un Comitato Esecutivo, co-presieduto dalle 3 istituzioni dell'UE rappresentate rispettivamente da Guy Verhofstadt, membro del Parlamento Europeo, Clément Beaune, SottoSegretario di Stato agli Affari Europei per la presidenza francese del Consiglio, e Dubravka Šuica, VicePresidente della Commissione Europea per la Democrazia e la Demografia. I lavori del Comitato sono coadiuvati da un Segretariato Comune, di dimensioni limitate e composto da funzionari che rappresentino in egual misura le 3 istituzioni.

La macchina del dibattito tutto interno all’UE si muove su 4 ruote motrici: la piattaforma digitale multilingue dove i cittadini possono condividere idee e inviare contributi online che sono raccolti, analizzati, monitorati e pubblicati nel corso dell'intera Conferenza, gli eventi decentrati ossia eventi virtuali, in presenza e ibridi organizzati da cittadini e organizzazioni come anche da autorità nazionali, regionali e locali di tutta Europa, i panel europei di cittadini nel cui ambito sono discussi vari argomenti e avanzate raccomandazioni; questi panel sono rappresentativi in termini di origine geografica, sesso, età, contesto socio-economico e livello di istruzione e la sessione plenaria della Conferenza che garantisce che le raccomandazioni dei panel di cittadini a livello nazionale ed europeo, raggruppate per temi, siano discusse senza un esito prestabilito.

La piattaforma digitale è il centro nevralgico della Conferenza, è il canale per partecipare ed esprimerti nella Conferenza. Permette di condividere le riflessioni sull'Europa e sui cambiamenti che devono avvenire, scoprire che cosa pensano gli altri, trovare eventi nelle vicinanze, organizzare un evento e seguire i progressi e i risultati della Conferenza che tratterà gli elementi che oggi caratterizzano le democrazie europee, dall’attivismo sul web alle raccolte di firme sul territorio per arrivare alla sintesi da parte di chi è stato eletto. Ma la grande novità è che in quest’occasione il sistema viene integrato dalla partecipazione diretta di 800 cittadini estratti a sorte, 200 per ogni panel tematico, seguendo un metodo che garantisce un’equa rappresentanza geografica, sociale, economica, di genere e generazionale. A dire il vero la voce dei giovani viene privilegiata con una "quota young" di almeno 1/3 di under 25 tra i partecipanti ai panel dei cittadini europei.      

Le idee selezionate sulla piattaforma web e durante gli eventi sul territorio dopo l’inaugurazione della Conferenza avvenuta il 9 maggio scorso, giorno della festa dell’Europa, sono state discusse nelle ultime settimane dai 4 panel dedicati ad altrettante aree tematiche: "Valori e Diritti", "Clima e Salute", "Economia" e "Ruolo globale dell’UE". Al termine delle riunioni in presenza a Strasburgo è stata inoltre costituita la plenaria della Conferenza formata da 108 europarlamentari, 54 rappresentanti del Consiglio UE (2 per Stato membro), 3 della Commissione Europea, 108 rappresentanti di tutti i Parlamenti nazionali, e 108 cittadini di cui 80 estratti tra i partecipanti dei panel tematici, 27 provenienti dagli incontri nazionali dei cittadini e il presidente del Forum Europeo dei Giovani.     

Il risultato finale della Conferenza sarà presentato direttamente alla presidenza congiunta delle 3 istituzioni UE: Parlamento, Consiglio e Commissione Europea. Le 3 istituzioni dovranno quindi valutare rapidamente come dare un seguito efficace alla relazione, ciascuna nell'ambito delle proprie competenze e in conformità dei trattati. La Conferenza sul Futuro dell'Europa offre ai cittadini europei un'occasione unica, giunta al momento opportuno, per ragionare sulle sfide e le priorità dell'Europa. Chiunque, a prescindere dalla provenienza o dall'attività svolta, può utilizzare questo strumento per riflettere sul futuro dell'Unione Europea che vorrebbe. 

Le prime proposte arrivate alle istituzioni europee ci sono: una gestione più coordinata della sanità, (una proposta che trova d'accordo anche il VicePresidente della Commissione UE, Maros Sefcovic), liste transnazionali alle prossime elezioni europee, il cambio di nome alle istituzioni europee, sostituendo a esempio Consiglio UE con "Senato Europeo" con il superamento del principio di unanimità per le sue delibere.

Per dire la tua sul futuro della nostra Unione, basta scegliere un argomento tra tutti quelli proposti nella piatta forma digitale al link: https://futureu.europa.eu/ e condividere la tua opinione con la Conferenza. Le tue idee saranno raccolte, analizzate, monitorate e pubblicate sulla piattaforma per tutta la durata della Conferenza e contribuiranno ad alimentare le discussioni in atto all'interno dei panel europei di cittadini e delle sessioni plenarie. Il risultato finale della Conferenza sarà presentato in una relazione destinata alla presidenza congiunta. La Conferenza sul Futuro dell'Europa ha bisogno di noi e della nostra partecipazione attiva a questa piattaforma. Il futuro dell'UE è nelle nostre mani. Facciamo sentire la nostra voce!

lunedì 31 gennaio 2022

Alla maggioranza silenziosa, troppo silenziosa

 di Armando Dicone


Dedicato a chi paga tutte le tasse, a chi rispetta le regole democratiche, a chi rispetta le file e a chi non cerca l'amico per saltarle, a chi rispetta le leggi, a chi crede ancora nella meritocrazia, a chi si fida delle competenze altrui, a chi si impegna in prima persona senza chiedere nulla in cambio, a chi dona senza ricevere, a chi non aspetta il solito condono, a chi si ferma davanti a chi soffre, a chi antepone il bene della comunità rispetto alle proprie convinzioni e scelte, a chi si impegna ogni giorno nella propria comunità e per il bene della nazione, a chi rispetta il prossimo, a chi non urla e a chi non usa la forza fisica o quella derivata dai propri poteri per persuadere l'interlocutore.

 

Questo articolo è dedicato alla maggioranza silenziosa di questo Paese, una maggioranza fin troppo silenziosa, fatta di persone perbene che troppo spesso pagano per tutti.

 

Noi siamo la maggioranza degli italiani, non siamo né fessi, né stupidi.

 

Questa maggioranza è rappresentata politicamente? Lo chiedo perché quando i governi e le relative maggioranze parlamentari propongono condoni e bonus a pioggia, il mio stato d'animo vacilla e non penso di essere il solo a soffrire di questa "patologia del fesso".

Quando si fa poco o nulla per il divario tra adulti e giovani, uomini e donne, sud e nord, l'astensionismo cresce perché la Politica non risolve.

Quando la giustizia non interviene, oppure interviene tardivamente, nei confronti di un individuo che si è approfittato della nostra buona fede, la nostra fiducia nello Stato non può che essere ai minimi.

Potrei fare altri numerosi esempi, ma ognuno di voi può pensare da sé a quando si è sentito travolto dalla "patologia del fesso".

Chi si occupa della maggioranza silenziosa? Oppure non è indispensabile occuparsene, tanto è silenziosa e al voto vanno i "clienti"?

Le scene viste in questi ultimi giorni, per (non) decidere il Presidente della Repubblica, sono l'ultima tappa della seconda Repubblica, se così non fosse sarebbe l'ultima "chiama" per la nostra democrazia parlamentare. Se non riformiamo la Politica nessuno può sapere cosa accadrà al nostro Paese.

Bisogna ricostruire la politica partendo dalla legge elettorale, solo così avremo una nuova offerta politica, condizione necessaria per salvare la nostra amata Italia.

 

“Uno dei compiti fondamentali del nostro partito è la moralizzazione del costume politico. Ogni manifestazione, quindi, in contrasto con questa essenziale funzione dovrà essere nettamente combattuta”. (Alcide De Gasperi, 29 Giugno 1944).

 

Grazie per l'attenzione.

martedì 18 gennaio 2022

Webinar di #ForumAlCentro "Persona e ambiente: la nostra cura"



Venerdì 21 gennaio, alle ore 18,30, su Zoom, si terrà il webinar organizzato da "Forum al Centro", dal titolo "Persona e ambiente: la nostra cura".

 

Ne discuteremo insieme al senatore Lucio Romano, membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, inoltre è docente di Bioetica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso d’Aquino di Napoli.

 

Dopo la relazione iniziale di Romano ci sarà spazio per interventi e domande.

L'incontro è libero e gratuito, basterà inviare una email a forumalcentro@gmail.com per ricevere il link al webinar.

 

"Ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie, non con la mera somma di beni individuali: «Le esigenze di quest’opera saranno così immense che le possibilità delle iniziative individuali e la cooperazione dei singoli, individualisticamente formati, non saranno in grado di rispondervi. Sarà necessaria una unione di forze e una unità di contribuzioni». La conversione ecologica che si richiede per creare un dinamismo di cambiamento duraturo è anche una conversione comunitaria".

Papà Francesco, Laudato si, n. 219.

lunedì 3 gennaio 2022

#DonnealCentro #IoGiocoAllaPari: EMPOWERMENT GENERAZIONALE E FEMMINILE per una società inclusiva

Equa, inclusiva, alla pari, centrata sull’empowerment delle giovani generazioni e delle donne.

Gender pay gap, lavoro di cura non retribuito, poche donne nei ruoli di leadership e segregazione occupazionale: questa, invece, la fotografia della società che è, scattata dallo European Institute for Gender Equality – l’agenzia indipendente dell’Unione europea che si occupa di monitorare i progressi degli stati sull’uguaglianza di gender.

Senza utopie e con impegno costante, la possibilità diventa perseveranza. Un mondo alla pari è ancora possibile.

incoraggiamo i giovani e le donne ad essere protagonisti attivi nella rivendicazione dei loro diritti e del loro ruolo nella società per cogliere anche gli ostacoli come opportunità.

Anche all'interno della Chiesa cattolica Papa Francesco sta cercando di favorire questo processo di emancipazione femminile e generazionale.

Alessandra Smerilli: «La Chiesa è meno Chiesa se le donne non partecipano ai processi decisionali» 

Da Alley Oop